Prevenire la carie nei bambini: consigli su come proteggerli

Prevenire la carie nei bambini: consigli su come proteggerli

Consiglio diretto per tutti i genitori: non assecondate i bambini che non vogliono lavarsi i denti. Forse non lo sapete ma è proprio la scarsa igiene orale la principale causa delle carie nei bambini.

Le carie sono molto ricorrenti anche sui bambini piccoli, colpendo i denti da latte se non vengono utilizzati spazzolino e dentifricio dopo ogni pasto. Tanto che la carie denti da latte è la principale infezione dentale per cui mamma e papà si rivolgono al dentista pediatrico.

Così come per gli adulti, nei bambini la carie può degenerare rapidamente, intaccando il nervo del dente e causando forti dolori che necessitano di cure specifiche.

L’otturazione dente per carie è molto frequente nei pazienti in età pediatrica, e può condurre alla distruzione dei denti decidui.

Come comportarsi di fronte al pericolo della carie? Ecco qualche consiglio utile per tutti i genitori, alle prese con l’igiene orale dei bambini.

 

Prevenzione carie bambini: cosa fare e come

Come già anticipato, lavare i denti dopo ogni pasto è un gesto di routine che deve entrare a far parte nella vita dei più piccoli da subito. Abituandoli così all’igiene orale già in età prescolare.

Anche quando i denti non sono ancora emersi del tutto, e i piccoli di casa sono in fase di svezzamento, papà e mamma possono pulire le gengive passando una garza sterile imbevuta dopo ogni poppata o dopo ogni pasto.

Questo aiuta ad alleviare anche le irritazioni causate dalla comparsa dei dentini, di solito tra i sei mesi di vita e i ventiquattro mesi compiuti, periodo in cui emerge la totalità di denti da latte.

Intorno all’anno di vita, quando il bambino o la bambina avranno preso più coscienza del mondo, arriva il momento di introdurli all’uso dello spazzolino. Scegli un modello con setole morbide e testina piccola, adatta alla bocca dei neonati.

Per un po’ di tempo dovrai accompagnare il bambino alla scoperta della pulizia dei denti, per prevenire il problema dei dentini da latte cariati. Affiancalo a te mentre lavi i tuoi denti, e guida la sua manina all’interno della bocca per condurlo con spazzolate lente e morbide.

Per i primi tre anni, questa operazione va eseguita insieme. Può diventare un bel momento di condivisione con i figli, trasformandolo così in un gesto abituale che continueranno a far da soli quando saranno grandi.

Una delle principali cause dello sviluppo di carie nei bambini è la malocclusione. L’utilizzo del ciuccio oltre i due anni fa sì che il palato si restringa, spostando i denti superiori verso l’alto e creando il cosiddetto morso aperto.

La distribuzione dei denti cambia radicalmente e può creare difficoltà sia nella masticazione che nella pulizia dei denti più profondi della bocca. Oltre al fatto che, in futuro, potrebbe diventare necessario l’uso dell’apparecchio per allineare di nuovo la mascella.

Evita di utilizzare il succhiotto oltre una certa età del bambino, proprio per queste ragioni.

 

Carie bambini: lo zucchero fa davvero male ai denti?

Per molti anni i nostri genitori hanno demonizzato lo zucchero come causa di carie nei denti dei bambini.

Un fondo di verità c’è, ed è innegabile: non sono gli zuccheri naturali, come quelli della frutta o dei carboidrati, ma gli zuccheri aggiunti ai cibi quali merendine, succhi di frutta, bevande gassate, crackers e altri cibi preconfezionati a incidere sulla salute.

Il deposito di zuccheri favorisce infatti l’acculumo di placca sui denti e, di conseguenza, la proliferazione batterica, responsabile della formazione di carie ai denti. Un circolo vizioso che si può rompere assumendo meno zuccheri e lavando sempre i denti dopo mangiato.

Attenzione alle camomille della buonanotte e agli sciroppi per la tosse: anche in questo caso il contenuto di zuccheri è alto, e, sebbene sembrano liquidi innocui, è sempre bene lavare i denti prima di andare a letto e non ingerire altro prima della nanna.

 

Dentini cariati: il ruolo del dentista

Anche se, in apparenza, i bambini non presentano alcun problema di natura odontoiatrica, la programmazione di una visita dentistica pediatrica entro i primi due anni di vita è consigliata per vari motivi:

  • abituare il piccolo al rapporto con il dentista, così da non creargli un trauma qualora fosse costretto a rivolgersi al dentista per un mal di denti improvviso;
  • verificare lo stato delle carie e ricevere istruzioni per una corretta prevenzione carie nei bambini;
  • verificare la posizione dei denti ed eventuali malocclusioni in corso di formazione.

Il nostro studio dentistico di Firenze, riceve piccoli e grandi pazienti. Contattaci per prenotare un appuntamento con i tuoi bambini.

Amalgama dentale per otturazioni: è ancora una scelta valida?

Amalgama dentale per otturazioni: è ancora una scelta valida?

L’amalgama dentale o amalgama d’argento è stato per anni il materiale più utilizzato, se non l’unico, dai dentisti per il restauro di molari e premolari.

Il risultato estetico non è stato però sempre piacevole. Non sono mancati i pazienti insoddisfatti delle “piombature” sui loro denti. In verità, il termine piombatura non è corretto, poiché l’amalgama d’argento non annovera il piombo tra i suoi componenti. Il colore, scuro e lucente, ricorda però quello del piombo puro, e non è certo bello da vedere sulla superficie di denti bianchi.

Oggi l’amalgama d’argento è quasi caduta in disuso, sia per il fattore estetico che per un fattore di salute. Perché? Ripercorriamo insieme la storia dell’amalgama dentale, fino ad arrivare ai metodi oggi utilizzati per eseguire le otturazioni dentali.

 

Uso dell’amalgama d’argento: da dove nasce

L’impiego dell’amalgama d’argento per la ricostruzione del dente ha origini antiche. Pare che i primi ad utilizzarla furono i cinesi, sotto la dinastia Tang, addirittura nel 659 d.C. Negli anni, l’amalgama è ricomparsa in alcuni testi occidentali e orientali, sia nel ‘500 che nel ‘700, e divenne il materiale d’elezione per i dentisti americani nei primi decenni del secolo scorso.

Non tutti, però, si trovavano d’accordo sull’uso dell’amalgama. All’epoca il problema era solamente estetico; oggi, invece, la diatriba è aperta sui rischi per la salute, a causa della sua composizione.

 

Com’è fatta l’amalgama dentale?

L’amalgama è una lega metallica che contiene argento, stagno, rame, palladio, indio e, in forma liquida, mercurio.

Questo assemblamento di metalli permette la realizzazione di un composto stabile e duraturo nel tempo, motivo per cui, a fini odontoiatrici, ha dato buoni risultati in passato, e in assenza di valide alternative.

 

 

L’amalgama d’argento è tossica?

È proprio nell’ultimo componente citato che risiede la lunghissima discussione sull’uso dell’amalgama d’argento: il mercurio è infatti ritenuto elemento tossico, nella sua forma volatile, e i rischi di averlo sempre presente in bocca, a contatto con gli organi interni, sono ancora oggetto di studio.

Ad oggi, i risultati degli studi scientifici condotti riconoscono che la componente di mercurio presente nell’amalgama d’argento non è tossica. La sostanza volatile liberata dal mercurio, nel momento dell’operazione di otturazione o nella sua rimozione, può essere arginata con una tecnica di isolamento accurata.

Inoltre, ciò che viene liberato dall’amalgama nel corso del tempo è una quantità di mercurio minima, che resta al di sotto della soglia riconosciuta come pericolosa dall’OMS. Per intenderci, un’otturazione può liberare fino a 5 microgrammi di mercurio al giorno, mentre il quantitativo ritenuto pericoloso si quantifica all’assimilazione di 40 mcg al giorno. E’ di conseguenza impossibile anche avere un intossicazione da mercurio a causa di un’otturazione con amalgama dentale.

 

Rimozione amalgama d’argento

Chi ha già otturazioni con amalgama d’argento può dormire sonni tranquilli. Nel 2009, la Food and Drug Administration ha accertato che la presenza di mercurio delle amalgame dentali non è pericolosa per l’organismo. Da sfatare, inoltre, anche il mito che l’amalgama possa favorire la sclerosi multipla: non c’è alcuna correlazione scientifica tra le otturazioni in amalgama e questa malattia.

Tuttavia, per ragioni prettamente estetiche, è possibile richiede al dentista la rimozione dell’otturazione in amalgama sostituendola con nuovi tipi di otturazione, realizzate con elementi diversi e più compatibili con l’estetica del dente.

 

Otturazioni dentali senza amalgama d’argento

Nel nostro studio odontoiatrico, da tempo non eseguono più otturazioni con amalgama d’argento. Anche se non è ritenuta tossica, l’amalgama presenta comunque delle limitazioni rispetto a tecniche più nuove, meno invasive e più adatte alla copertura dei denti.

Il primo motivo è la sua capacità di adesione. L’amalgama non riesce naturalmente a integrarsi bene sullo smalto e sulla dentina, e la preparazione del dente si dimostra più invasiva e dannosa anche per la parte buona dei tessuti, che viene devitalizzata.

 

I materiali compositi in uso oggi, tra cui la resina composita e la ceramica, consentono di eseguire microtturazioni minimamente invasive. In questo modo la preparazione del dente è ridotta e non si corre il rischio di provocare piccole rotture sulle pareti restanti o, nei casi peggiori, la frattura del dente, soprattutto negli elementi devitalizzati.

 

Il vantaggio più papabile resta comunque quello estetico. Le otturazioni grigie non sono paragonabili a quelle realizzate in ceramica o resina composita, totalmente bianche, che si mimetizzano perfettamente nell’ambiente dentale.

 

I materiali compositi sono notevolmente migliorati negli ultimi tempi, con l’uso di nuovi materiali come i bulk-filk e tecniche che permettono un posizionamento preciso e duraturo dell’otturazione, come la stratificazione a quattro incrementi, la stratificazione obliqua a più’ incrementi e l’uso della clorexidina nella inibizione delle metalloproteasi.

Denti in gravidanza: come comportarsi

Denti in gravidanza: come comportarsi

Curare i denti in gravidanza non è un fattore di importanza secondaria. Nei nove mesi della gestazione le donne sono sottoposte ad esami approfonditi per controllare il proprio stato di salute e quello del nascituro. Questo è sicuramente un bene per il percorso della gravidanza, ma ciò non deve togliere attenzione a quelle parti del corpo non direttamente coinvolte nella gestazione.

I denti, ad esempio, possono subire notevoli cambiamenti a causa del differente assetto ormonale della donna incinta. Alcuni studi dimostrano, ad esempio, che i livelli di estradiolo e progesterone, più alti fino a 30 volte durante la gravidanza, possano favorire la proliferazione batterica e quindi alcune infezioni e infiammazioni del cavo orale.

Inoltre, i frequenti episodi di nausea e vomito rischiano di compromettere la salute della bocca e dei denti, se non si prendono rimedi importanti per prevenire o proteggere subito la dentatura. E’ possibile effettuare anche la pulizia denti in gravidanza senza alcun pericolo.

Approfondiamo qui cosa può comportare la gravidanza per la salute dentale e quali sono le misure precauzionali utili per salvaguardare i denti durante la gestazione.

 

Gengivite e parodontite in gravidanza

Tantissime donne in gravidanza vanno incontro a infiammazioni e infezioni della gengiva, in particolare nelle prime settimane di gestazione.

Ciò accade principalmente per due ragioni fisiologiche:

  • la prima è correlata all’aumento del circolo sanguigno, necessario per consentire il corretto sviluppo del feto, che porta ad un leggero gonfiore delle gengive. Questo, se associato ad una presenza di placca batterica, può sfociare in una gengivite e in una successiva parodontite. In questo caso è frequente riscontrare sanguinamento gengivale, specialmente quando si lavano i denti, dolore, prurito e la formazione di epulidi gravidiche, escrescenze rosse che si formano a bordo delle gengive e sanguinano facilmente;
  • la seconda ragione è legata invece ai cambiamenti ormonali che indeboliscono momentaneamente il sistema immunitario. In un quadro del genere, anche una piccola colonia batterica depositata sui denti può aumentare a dismisura e provocare l’infiammazione parodontale, con tutti i problemi che ne conseguono.

 

Piorrea in gravidanza

La piorrea è una forma di parodontite che si manifesta con la presenza di pus e sangue nelle sacche gengivali, sintomo di un’infezione galoppante e molto pericolosa. È ormai accertato che la piorrea può influire sulla durata della gravidanza e sul peso del bambino: le donne che hanno piorrea in gravidanza vanno incontro a parti prematuri e alla nascita di neonati sottopeso.

Questo accade perché, all’interno della placenta sono presenti antigeni di uno dei batteri che causano la parodontite. In altre parole, i batteri della parodontite trovano via libera per l’accesso alla placenta, liberando così tossine a contatto della barriera amniotica.

Lo stress provato dalla placenta è tale da poter indurre il parto pretermine. Inoltre, se durante la gravidanza la madre ha avuto una parodontite, è possibile che anche il bambino appena nato presenti problemi gengivali atipici.

 

 

Terapia per parodontite in gravidanza

In caso di parodontite in gravidanza, il dentista può procedere con alcuni trattamenti nel rispetto del periodo gestazionale in corso. Il momento ideale per trattare le parodontiti è quello del secondo trimestre; se ancora la gravidanza non è in corso, è decisamente più indicato rivolgersi al dentista prima del concepimento per risolvere eventuali problemi orali in atto.

Durante l’approfondimento diagnostico, lo specialista non potrà ovviamente effettuare una radiografia in gravidanza per accertare un’eventuale parodontopatia. In questo caso userà altri tipi di strumenti, come un sondaggio completo o l’analisi microbiologica, per verificare la presenza di batteri nelle tasche parodontali. Come terapia, il dentista può utilizzare il laser dentale per la parodontopatia in gravidanza senza rischi per la mamma o per il feto.

 

Denti e gravidanza: alcune indicazioni

La prevenzione resta sempre la migliore arma per evitare complicazioni delle patologie orali, anche in gravidanza.

Le linee guida oggi riconosciute e consigliate a tutte le donne in stato di gravidanza riguardano:

  • igiene orale a casa, con uso dello spazzolino morbido, del filo interdentale e dello scovolino, più dentifricio e collutorio a base di fluoro per rimuovere la placca dentale. Per prevenire spiacevoli mal di denti in gravidanza;
  • assumere fluoro se indicato dal dentista per rafforzare i denti, attraverso acqua ad alto contenuto di fluoro o dentifrici specifici;
  • curare l’alimentazione mangiando tanta frutta e verdura, ad alto tasso di vitamina C, nonché alimenti con ferro e calcio per favorire la mineralizzazione dei denti;
  • programmare una pulizia dei denti in gravidanza.

 

Curare denti in gravidanza nel nostro studio di Firenze

Il nostro studio dentistico riceve donne in gravidanza per qualsiai problema del cavo orale come parodontite, per effettuare la regolare pulizia dei denti oppure per eseguire un’estrazione denti in gravidanza. Contattaci subito per prenotare il tuo appuntamento.

Pulizia denti quotidiana: è davvero così importante?

Pulizia denti quotidiana: è davvero così importante?

La pulizia dei denti è un gesto che facciamo ormai in maniera automatica tutti i giorni, senza soffermarci troppo sulle implicazioni di una corretta igiene orale da seguire giorno dopo giorno. Il fatto che passi dall’essere un gesto consapevole all’essere una ripetizione abitudinaria fa sì che, talvolta, i denti vengano lavati frettolosamente, senza completare una pulizia dei denti giornaliera efficace.

Ma è davvero così importante lavare i denti dopo ogni pasto, e ricorrere ogni giorno a filo interdentale, collutorio e idropulsore? La risposta è sì, perché nella pulizia dei denti è racchiuso il segreto di una buona salute orale. Entriamo nel dettaglio.

 

Perché lavare i denti ogni giorno?

Non solo ogni giorno, anche più volte al giorno: alla base della prevenzione di larga parte delle malattie odontoiatriche c’è la pulizia dei denti, in grado di risparmiarci un bel po’ di dolorosi appuntamenti dal dentista. La pulizia dei denti quotidiana, per essere realmente efficace, deve essere però eseguita in maniera corretta e con gli strumenti necessari.

Dopo i pasti, sui denti si depositano i residui di cibo che vanno poi ad infiltrarsi negli spazi interdentali. Il tartaro ad esempio, ovvero quella patina lasciata dal passaggio degli alimenti in bocca durante la masticazione, col tempo si indurisce trasformandosi poi in placca.

 

Cosa preveniamo con la pulizia dentale quotidiana?

La placca invece è terreno altamente fertile per la proliferazione dei batteri. Infatti è costituita principalmente da zuccheri, che è ciò di cui i batteri si nutrono fino a intaccare l’osso del dente e a creare gallerie per penetrare al suo interno.

Da qui si trasforma in carie profonde, che arrivano a toccare il nervo del dente e a iniziare un processo di decomposizione. Questo processo si risolve o con l’otturazione del dente e la sua devitalizzazione o, nel peggiore dei casi, con l’estrazione dentaria.

Oltre all’osso e alla polpa del dente, i batteri possono aggredire le gengive e causare irritazioni fastidiose, comunemente note come gengiviti. Nei soggetti predisposti a patologie della gengiva, anche per carattere familiare, le gengiviti possono peggiorare fino a causare sanguinamenti, lesioni e parodontite.

Va da sé che l’igiene orale quotidiana è un trattamento indispensabile per evitare questo genere di infezioni e infiammazioni sui denti. E’ possibile eseguirla con diversi tipi di spazzolini, sia manuali che elettrici o spazzolini ultrasonici. Questi ultimi due sono i più indicati per una perfetta pulizia quotidiana, soprattutto per chi non sa come spazzolare i denti correttamente.

Da sola, però, l’igiene orale quotidiana può non essere del tutto sufficiente.

 

 

Pulizia denti professionale

Spazzolino, dentifricio, filo interdentale e collutorio: necessari dopo ogni pasto, questi tre strumenti consentono di effettuare delle pulizie denti che garantiscano un alito fresco a lungo.

Nonostante tutti i nostri sforzi, i depositi di tartaro potrebbero comunque rimane negli spazi difficoltosi da raggiungere con lo spazzolino e il filo interdentale, come ad esempio le mole più profonde o i colletti gengivali, spazio di contatto tra la gengiva e il dente emerso.

Ecco perché è utile, una volta all’anno all’incirca, prenotare una seduta di pulizia denti professionale dal proprio dentista di fiducia.

Il dentista è dotato di strumentazione a ultrasuoni che rompe la placca depositata sul dente, riducendola in molecole di pulviscolo che vengono poi aspirate ed eliminate totalmente, per lasciare i denti al loro stato di candore naturale. Durante la seduta dal dentista, l’igienista effettua anche una detartrase (ablazione tartaro) in maniera impeccabile.

Nella pulizia dei denti lo smalto non viene minimamente intaccato. Gli ultrasuoni distinguono infatti la placca dal dente per via del diverso colore, in modo da non danneggiare la superficie esterna dei denti.

Subito dopo l’uso degli ultrasuoni, il dentista applica una pasta abrasiva sui denti in modo da eliminare anche gli ultimi residui di tartaro e placca rimasti. Infine, i denti vengono trattati con una pasta lucidante per tornare al loro splendore naturale.

 

La pulizia dei denti dal dentista fa male?

Una seduta di igiene orale professionale non fa male. Rare volte necessita di anestesia locale, ed è sempre da valutare con il proprio dentista, in base alle condizioni della bocca e di salute del paziente.

Se la pulizia dei denti viene eseguita ogni giorno a casa, con spazzolino e dentifricio, lo stato dentale non dovrebbe diventare così tragico da rendere la pulizia dei denti insopportabile.

In caso di accumuli di placca importanti è possibile avvertire un fastidio durante il trattamento, e una maggiore ipersensibilità dei denti nei giorni successivi.

Per questo è consigliabile sia lavare i denti con attenzione ogni giorno, sia programmare una pulizia dei denti annuale, in accordo con il proprio dentista, per non lasciar passare troppo tempo tra una seduta e l’altra e rischiare di trovare una presenza eccessiva di tartaro sui denti.

 

Pulizia denti Firenze

Nel nostro studio dentistico di Firenze viene effettuato dall’igienista il servizio di pulizia professionale dei denti. Oltre alle sedute di igiene orale, puoi completare la cura del sorriso con uno sbiancamento dentale. Contattaci per maggiori informazioni.

Gnatologia odontoiatrica: il legame tra odontoiatria e postura

Gnatologia odontoiatrica: il legame tra odontoiatria e postura

Che connessione esiste tra mal di testa, mal di schiena e chiusura della bocca? La risposta è in mano alla gnatologia, una branca specifica dell’odontoiatria che si occupa di movimento della mandibola.

Nel corso del tempo la medicina ha preso sempre più coscienza di come tutte le parti del corpo umano siano interconnesse tra loro, tanto da arrivare a formare nuove classi di studio specializzate proprio nello studio di questi collegamenti.

In tale direzione, nella sfera dell’odontoiatria, si pone la gnatologia, ossia lo studio del rapporto tra mandibola e cranio e di come questo possa interferire con il resto del corpo, portando a problemi di udito, postura ed equilibrio.

La gnatologia può essere d’aiuto se, in presenza di una chiusura mandibolare errata o di una mascella storta, si manifestano dolori al tratto cervicale, acufeni, vertigini, perdita di equilibrio, mal di testa ricorrente e problemi posturali.

 

A cosa serve lo gnatologo?

Lo gnatologo è un dentista specializzato in ATM, ossia nello studio dell’articolazione temporo-mandibolare.

L’ATM è una piccola articolazione che collega la mandibola al resto del cranio, ed è quella che permette di aprire e chiudere la bocca per masticare, parlare o respirare. In alcune persone, questa articolazione si presenta più flessibile delle altre: è ad esempio il caso di chi ha una mandibola che scricchiola.

A lungo andare, l’articolazione può però subire un allenamento eccessivo, o può bloccarsi del tutto (esempio classico è la mandibola che si blocca) a causa di tensioni muscolari (in caso di bruxismo, ad esempio) o per traumi improvvisi causati da incidenti.

I problemi a carico dell’ATM sono gestiti dallo gnatologo, insieme ad altri specialisti quali il posturologo o l’ortodontista che intervengono per trovare una risoluzione corale al problema.

 

 

Come si svolge una visita gnatologica?

Durante la visita gnatologica, il professionista intervista il paziente per conoscere la sua storia clinica e individuare gli eventuali traumi che possono aver contribuito alla malocclusione.

Non si intendono, in questo caso, solo traumi da incidente: anche una malocclusione sviluppata in tenera età, come avviene ad esempio per chi utilizza il ciuccio a lungo durante l’infanzia, può causare disturbi all’articolazione temporo-mandibolare da adulti.

Dopo aver raccolto l’anamnesi, lo gnatologo sottopone il paziente a una visita obiettiva per valutare i possibili problemi alla mandibola, con la masticazione, la chiusura della bocca e le funzionalità dell’articolazione.

Da qui può intuire se il paziente soffre di bruxismo, ossia digrigna inconsapevolmente i denti dando tensione continua alla mandibola, o di una malocclusione detta morso incrociato, quando la mandibola si chiude lateralmente per far combaciare le due arcate dentarie.

Lo gnatologo, se lo ritiene opportuno, può chiedere di eseguire alcuni esami diagnostici, come una risonanza magnetica o un’ortopanoramica, per effettuare controlli più approfonditi.

 

Gnatologia e postura

Com’è quindi possibile che i denti condizionino la postura, a tal punto da causare cervicalgia, vertigini e cefalee?

La risposta è nella relazione esistente tra i muscoli incaricati della masticazione e i muscoli delle spalle: questa connessione è determinante per la postura della testa, e se è presente un disequilibrio, i muscoli del collo ne risentono di conseguenza.

Spesso è proprio una malocclusione a causare una masticazione errata. Quando questo accade, lo gnatologo consiglia spesso l’uso del bite, un dispositivo mobile da posizionare tra le due arcate dentali come “guida” per correggere la posizione della mandibola rispetto al cranio.

Il bite viene realizzato dall’ortodontista in base alla forma della bocca del paziente. Può essere utilizzato sia di notte che di giorno, secondo le indicazioni del medico, per contrastare il bruxismo e la tensione muscolare che ne deriva.

Dal momento che agisce sul rapporto cranio-mandibolare, il bite aiuta per naturale conseguenza a migliorare la masticazione, la respirazione e la postura. Tutti i muscoli maxillo-facciali si rilassano, così come quelli delle spalle; il bite da solo riesce spesso a risolvere problemi di malocclusione.

In aggiunta alle terapie gnatologiche, lo specialista può consigliare al paziente di alleviare il dolore a carico del tratto cervicale, delle spalle e della schiena con il supporto di un fisioterapista o di un osteopata.

 

Gnatologia Firenze

All’interno del nostro studio dentistico a Firenze gestiamo il complesso rapporto tra masticazione e assetto muscolare, individuando le malocclusioni che generano problemi di postura, acufeni, cefalee.

Se non chiudi bene la bocca o avverti la tipica mandibola a scatto, contattaci per fissare un appuntamento e risolvere il problema con una corretta terapia gnatologica.

Diastema denti: cause e rimedi dello spazio tra i denti

Diastema denti: cause e rimedi dello spazio tra i denti

Cos’è il diastema?

Con diastema dentale s’intende lo spazio che si crea tra due denti, soprattutto lo spazio tra i denti davanti. Da molti questa fessura tra i denti è considerata un difetto estetico, tanto da rivolgersi al proprio dentista di fiducia per correggere il proprio sorriso.

Per molti altri invece il diastema è considerato di gran fascino, ci basti pensare ai tanti artisti contemporanei, che sfoggiano il loro sorriso con grande orgoglio. Possiamo prendere ad esempio artisti del calibro di Madonna, da decenni icona mondiale di bellezza, all’attrice francese Lea Seydoux, altra icona di bellezza, o all’attore del Signore degli Anelli Elijah Wood. Tutti e tre con un bel diastema tra i due incisivi superiori.

Oggi comunque è possibile correggere in maniera semplice e indolore questo spazio tra denti contigui, con alcuni strumenti e tecniche eseguite dal dentista.

 

Come si crea lo spazio tra denti?

Lo spazio tra i denti si può formare per diversi motivi. Quello più comune è lo squilibrio tra la dimensione della mascella e quella dei denti. Con una mascella eccessivamente grande rispetto ai denti, questi non riuscirebbe a posizionarsi correttamente lasciando uno spazio, il diastema.

Ci sono però altre cause di diastema, tra cui:

  • La microdonzia, ovvero quando i denti sono più piccoli del normare in confronto alla mandibola.
  • La mancanza congenita di uno o più denti, chiamata anche agenesia dentale, che evidenzia lo spazio tra i denti mancanti e quelli adiacenti.
  • L’aumento delle dimensioni della mandibola.
  • La perdita dei denti.
  • La dimensione non corretta del frenulo gengivale, ovvero quella piccola mucosa di pelle che collega il labbro e la gengiva. Nel caso di frenulo troppo largo o corto, questo può favorire la formazione del diastema dentale.
  • Abitudini sbagliate di sunzione o di iperattività linguale.
  • Presenza di cisti dentali radicolari o odontomi.
  • Malattia parodontale o malattie sistemiche in generale.
  • Familiarità genetica.

 

spazio tra i denti

Diastema dentale di tendenza tra le star

 

Diastema dentale nei bambini

Lo spazio tra i denti, soprattutto lo spazio tra i denti incisivi centrali, è molto frequente nei bambini. Almeno fino al compimento dei 6 anni, quasi tutti i bambini presentano lo spazio tra i denti da latte. Questo è dovuto alla normale crescita e conformazione dell’arcata dentale. Questo diastema da latte, si chiude in maniera naturale negli anni successivi almeno fino al nono anno di età del bambino. Dopo questa soglia, si può parlare di diastema dentale da correggere.

 

Le cause del diastema nei bambini

Il diastema nei bambini, si può presentare per cause naturali, come familiarità genetica, oppure per una sproporzione tra mandibola e dente. Può verificarsi però anche per cattive abitudini, come quella frequente di ciucciarsi il pollice o per cause di iperattività linguale, durante la quale la lingua va erroneamente a premere sui due incisivi anteriori.

Diastema dentale rimedi

Il diastema di per sé non è un problema per la salute orale. Può diventare però un problema di carattere estetico e psicologico nel momento in cui l’individuo non si accetta o non si piace quando sorride.

Esistono diversi trattamenti per risolvere lo spazio tra i denti. Ecco quali sono:

  • Ricostruzione in composito, ovvero con l’applicazione di un sottile strato di resina composita che vada a chiudere lo spazio tra i due denti.
  • Faccette Dentali, ovvero delle piccole protesi di ceramica molto sottili, probabilmente il trattamento più comune per correggere il diastema dentale. Le faccette dentali vengono applicate sopra la superficie dentale a coprire il dente naturale, e sono sia molto resistenti che durature nel tempo.
  • Apparecchio dentale o allineatore trasparente. Quando il diastema è dovuto ad un disallineamento dentale, oppure da un dente mancante, è possibile correggere il problema con l’ortodonzia e l’utilizzo di apparecchi dentali o di allineatori. Questi non fanno altro che correggere la dentatura, in maniera che questa si riallinei correttamente e vada a correggere naturalmente gli spazi vuoti tra un dente e l’altro.
  • Corone o impianti dentali. In caso di denti estremamente compromessi, il dentista può decidere di procedere alla chirurgia orale, con l’inserimento di impianti dentali. Oppure in caso di denti compromessi lievemente, con cure endodontiche e l’applicazione di corone dentali.

 

Diastema nei denti inferiori: cambia qualcosa?

Il diastema ai denti può presentarsi sia nei denti incisivi superiori, ma anche nei denti inferiori. Parlando sia di causa che di trattamento, questi spazi tra i denti sono assolutamente indifferenti per il posto in cui si trovano. Però, quando si tratta dei denti davanti, l’impatto estetico è sempre il fattore preponderante che spinge il paziente a rivolgersi al dentista.

 

Quanto costa la chiusura del diastema?

Il costo, come in tutti i trattamenti odontoiatrici, varia da caso a caso. Si parte da un costo di un centinaio di euro circa a dente, per la semplice ricostruzione in composito. Ma possiamo finire a spenderne anche migliaia di euro per una soluzione di chirurgia implantare. La soluzione migliore è quella di rivolgersi al proprio dentista di fiducia, per richiedere un consulto e farsi fare un preventivo personalizzato.

Nel mio studio dentistico di Firenze, trattiamo anche casi di diastema dentale, non esitare a contattarci per una consulenza.