Ortodonzia: 5 miti da sfatare sull’apparecchio ai denti

Ortodonzia: 5 miti da sfatare sull’apparecchio ai denti

Nonostante l’ortodonzia sia una branca dell’odontoiatria ormai diffusa e utilizzata da decenni, intorno all’apparecchio ai denti resta sempre un alone di disagio, reticenza e dubbio che fa desistere sia gli adulti che i bambini dal mettere l’apparecchio serenamente e sistemare il sorriso una volta per tutte.

L’apparecchio è utile per risolvere moltissimi problemi, legati sia ai singoli denti che alla loro disposizione complessiva. Con l’apparecchio per denti si può:

  • sistemare disallineamenti ossei, della mascella o della mandibola;
  • gestire il sovraffollamento dei denti o, al contrario, far spazio per quei denti che non riescono a emergere;
  • modificare il tipo di morso, quindi di chiusura della bocca, in caso di morso profondo o di mosso aperto.

Tutte queste malformazioni della mandibola, della mascella e della dentatura possono essere curate con l’utilizzo dell’apparecchio fisso, dell’apparecchio mobile o a trazione extra-orale; sarà il dentista, di volta in volta, in base alle esigenze del paziente, a suggerire la metodologia più corretta. Esiste anche un tipo di apparecchio denti trasparente, ovvero un apparecchio invisibile. Ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

Non ci sono scuse per non mettere l’apparecchio. Un buon apparecchio ortodontico è in grado di riallineare le strutture ossee della bocca e raddrizzare i denti a qualsiasi età. Chi dice “no” all’apparecchio è spinto spesso da uno di questi cinque luoghi comuni, che andremo a sfatare uno ad uno per dimostrare che l’apparecchio denti offre solo benefici.

 

L’apparecchio ai denti è doloroso?

La prima fonte di paura per chi deve indossare l’apparecchio è proprio questa: lo spostamento dei denti farà male? Se è vero che l’apparecchio serve proprio ad allineare la struttura mandibolare e i denti in maniera corretta, è anche vero che questi spostamenti avvengono gradualmente, in maniera quasi impercettibile, giorno dopo giorno.

Lo spostamento non porterà, quindi, dolori improvvisi, lancinanti o prolungati nel tempo; solo all’inizio l’apparecchio fisso interno potrebbe dare un po’ di fastidio, per via del suo essere uno strumento nuovo al quale la bocca deve adattarsi.

Questa sensazione di “corpo estraneo” svanisce comunque nel giro di qualche giorno; è un po’ come indossare delle scarpe nuove: dopo qualche ora non si avverte più la differenza.

 

L’apparecchio ai denti è antiestetico e imbarazzante

Il disagio estetico dell’apparecchio ai denti è stato ormai sdoganato da decine di star internazionali che sfoggiano quotidianamente il loro apparecchio ortodontico, addirittura abbellendolo o decorandolo per dargli ancora più risalto.

Ad ogni modo, gli apparecchi dentali odierni sono molto più sottili di quanto non lo fossero in passato, e inoltre si possono scegliere apparecchi invisibili o trasparenti da dimenticare del tutto una volta indossati.

 

L’apparecchio ai denti va portato per molti anni

Ogni caso specialistico è a sé; un buon dentista deve valutare ogni persona per le sue specifiche caratteristiche, e non è detto che servano chissà quanti anni per migliorare l’aspetto del proprio sorriso o sistemare il disallineamento della mandibola che hanno reso necessario l’utilizzo dell’apparecchio.

Di media, una terapia ortodontica ha una durata di 24-30 mesi, in cui si alternano periodi di apparecchio fisso a periodi di apparecchio mobile. Ciò non toglie che, per alcuni pazienti, basta anche un solo anno di apparecchio per risolvere i propri problemi dentali.

 

Con l’apparecchio ortodontico lavarsi i denti è difficile

Una buona igiene orale non solo è possibile, ma è anche fortemente indicata in caso di apparecchio dentale, sia fisso che mobile, per prevenire infezioni e accumulo di placca. Nel caso dell’apparecchio mobile, il dentista consiglierà anche come pulire l’apparecchio e conservarlo in maniera corretta.

Chi indossa l’apparecchio fisso dovrà utilizzare uno spazzolino ortodontico, studiato proprio per lavare i denti con l’apparecchio. Questo spazzolino va usato in senso obliquo e deve ruotare sulla superficie del dente per pulire bene i denti senza compromettere la stabilità dei brackets che compongono l’apparecchio. Come brackets s’intendono le piastrine dell’apparecchio fisso incollate ai denti.

Il filo interdentale richiede un’attenzione particolare, perché potrebbe incastrarsi in uno dei brackets e creare danni all’apparecchio. È bene sceglierne uno a punta rigida, per una miglior presa, e con copertura spugnosa, che previene lo sfilacciamento sui brackets che incontra al suo passaggio.

 

L’apparecchio si mette da bambini o da adolescenti

La correzione dei denti e della chiusura della bocca può avvenire da bambini, tanto quanto da adulti: non è ormai insolito mettere l’apparecchio denti a 25 anni, così come a 50 anni. Il 20% dei pazienti che portano l’apparecchio sono infatti adulti, e possono raggiungere gli stessi risultati ottimali dei bambini che iniziano a correggere le malformazioni ossee della bocca da piccolissimi.

L’idea che un apparecchio ai denti possa servire solo per fini estetici, per correggere i denti storti o una chiusura errata della mandibola, è sbagliato. Una bocca o dei denti non bene allineati sono anche causa di problemi molto più gravi, che riguardano la postura, l’emicrania, dolori mandibolari accentuati.

Il nostro studio dentistico è specializzato anche in ortodonzia e apparecchi ai denti progettati in base alle esigenze del singolo paziente. Se riscontri uno dei problemi precedenti, puoi contattarci per fissare un appuntamento e iniziare una cura adeguata al più presto.

Tratta con giudizio… i tuoi denti del giudizio!

Tratta con giudizio… i tuoi denti del giudizio!

Perché abbiamo i denti del giudizio?

A ben vedere, visto che non fanno parte della dentatura iniziale e quando compaiono portano spesso guai, i denti del giudizio sembrano del tutto superflui, a tratti fastidiosi.

In effetti, i denti del giudizio non sono oggi necessari per masticare in maniera corretta. Un tempo, però, facevano parte del nostro corredo dentale. L’alimentazione dell’uomo, centinaia di anni fa, era ben lontana dalla morbidezza e dalla sofficità della gran parte degli alimenti che ingeriamo oggi.

Gli ultimi molari sono un’eredità del nostro passato primitivo di ominidi, passato in cui i nostri antenati masticavano cibi duri e non cotti che tendevano ad allargare il palato e a dare più spazio per i denti.

Oggi, al contrario, il palato si è ristretto, e di conseguenza c’è meno spazio per i molari del giudizio. A volte rimangono sempre inclusi, senza mai dare segnale di voler scendere; altre volte compaiono e si posizionano quasi senza farsi notare.

Purtroppo, però, questa opzione avviene raramente, e la comparsa di questi denti si accompagna a dolore e infiammazione, arrivando spesso alla necessità di intervenire chirurgicamente.

 

Denti giudizio: perché e quando escono?

A questa domanda non esiste una risposta univoca. Questi denti possono comparire nell’adolescenza, ritardare la loro comparsa in età adulta o non scendere mai. In questo modo rimangono per sempre inclusi nella mandibola senza creare alcun problema.

Il disturbo correlato alla comparsa dei denti del giudizio è comunque indipendente dall’età in cui si verifica la loro eruzione. Il problema è più legato all’assenza di spazio a sufficienza per posizionarsi, nonché al loro orientamento di partenza, che rende più o meno semplice il loro posizionamento.

 

Dente del giudizio, quali sono i sintomi?

Il dente del giudizio sa farsi sentire quando non riesce a trovare la sua via di uscita o per la posizione errata oppure se la gengiva non ha spazio a sufficienza, in quanto occupato da altri denti.

I sintomi di dolore per il dente del giudizio sono inconfondibile e ben localizzati. Ecco i principali:

  • La gengiva è gonfia e dolente.
  • La zona dei molari è ipersensibile al caldo e al freddo in egual modo.
  • Mal di testa molto forte e persistente.
  • Masticazione dolorosa, in particolar modo nella zona degli ultimi molari.
  • Sensazione di uno strano sapore in bocca.

 

I problemi non si fermano qui. Anche quando i denti hanno modo di uscire senza dolore, nel processo dell’eruzione, che può durare fino a qualche mese per il pieno completamento, la gengiva è comunque infiammata ed esposta all’infiltrazione batterica.

Di conseguenza è possibile che, mentre il dente del giudizio sta uscendo, si verifichino infezioni e infiammazioni gengivali anche se il dente si trova in posizione corretta e ha spazio per emergere.

 

Denti del giudizio storti

Fin qui abbiamo parlato dell’ipotesi più fortunata, ma esistono anche casi in cui i denti del giudizio inclusi siano storti assumendo un orientamento all’interno della mandibola che non ne consente la corretta e naturale uscita.

Possono, ad esempio, essere “stesi” in orizzontale anziché trovarsi in verticale, o essere leggermente inclinati verso il molare più vicino, e, nel momento in cui tentano di uscire, intaccare la stabilità del dente accanto, causando ulteriore dolore.

 

Quando togliere un dente del giudizio?

L’estrazione dei denti del giudizio è necessaria se questo, nel tentativo di emergere, spinge sul dente vicino poiché storto o mancante di spazio gengivale su cui posizionarsi.

In questi casi, la visita odontoiatrica è indispensabile. Il dentista, attraverso una radiografia, può individuare la posizione esatta del dente sia all’interno della mandibola che rispetto alla dentatura complessiva. L’estrazione di un dente molare avviene con una piccola incisione sulla gengiva, effettuata in anestesia locale. Prima di operare e togliere un dente, lo specialista somministra quasi sempre un antibiotico per alleviare l’infezione, e prescrive farmaci antinfiammatori in caso di dolore post-operatorio. La guarigione è veloce e la ripresa dall’anestesia locale avviene nel giro di qualche ora.

 

Come alleviare il dolore da denti del giudizio?

Quando il dolore è molto forte, è consigliabile applicare sulla guancia, in corrispondenza del dente dolorante, una borsa del ghiaccio per intervalli di quindici minuti, a cui far seguire altri quindici minuti di pausa. Questa alternanza ha un effetto antinfiammatorio e analgesico locale.

A discrezione del dentista è possibile prescrivere antinfiammatori anche prima dell’estrazione del dente del giudizio.

 

Estrazione dente molare a Firenze

Il dentista Doccisi effettua la rimozione del dente del giudizio nel suo studio dentistico a Firenze. Contattaci per prendere appuntamento al più presto, in caso di dolore agli ultimi molari.

Alitosi: cause e rimedi

Alitosi: cause e rimedi

L’alito cattivo è un disturbo molto comune, con varie cause possibili da prendere in considerazione. Tra queste spiccano alcuni problemi dentali che tra i sintomi annoverano anche l’alitosi.

L’alito che puzza è una delle maggiori preoccupazioni dei pazienti che contattano lo studio dentistico per una visita urgente. Oltre al dolore, infatti, un improvviso peggioramento dell’odore dell’alito, a volte persistente nonostante i vari rimedi, può essere sintomo da non trascurare di alcune specifiche patologie dentali.

L’alitosi può avere origine sia nella bocca che nello stomaco, nonché da alcune malattie respiratorie; non è infatti rara l’alitosi da reflusso gastrico, che si manifesta subito dopo aver mangiato, o l’alitosi in gravidanza, ma in questo caso non ha nulla a che vedere con il cattivo alito associato all’igiene orale.

Il 90% delle volte l’alito cattivo proviene infatti dal cavo orale stesso, ed è più facile riscontrare episodi di alitosi quando l’igiene orale non è sufficientemente frequente o approfondita.

Vediamo insieme quali sono tutte le cause più comuni di alitosi, sia associate alla pulizia dei denti che ad altre patologie indipendenti dalla bocca.

 

Cause dell’ alitosi

La maggior parte delle volte, come abbiamo anticipato, l’alitosi è causata da una scarsa igiene orale e dalle sue conseguenze, ossia dall’accumulo di tartaro e dalla formazione di placca sui denti.

L’accumulo di placca può provocare infiammazioni e sanguinamenti delle gengive, creando residui di sangue che si depositano nel solco gengivale e stimolano la produzione di batteri e infezioni. Laddove si instaura un’infezione, è molto probabile l’insorgenza di cattivo odore.

Ecco perché la pulizia dei denti quotidiana è importante, associata all’igiene orale professionale da prenotare presso il proprio studio dentistico di fiducia ogni 6-10 mesi.

Altre cause di natura dentale possono essere la presenza di carie, caratterizzate da una carica batterica molto alta, soprattutto ad uno stadio avanzato, e dalla comparsa dei denti del giudizio, per via dell’infiltrazione di batteri tra la loro corona, ancora non del tutto emersa, e la gengiva che rompono con la loro eruzione per farsi strada.

Ancora una volta, l’accumulo di batteri è responsabile dell’alitosi, che dovrebbe scomparire con la completa comparsa del dente. In caso di eruzione della mola del giudizio, è sempre meglio contattare il proprio dentista per verificare che sia nella corretta posizione e che abbia spazio a sufficienza per emergere.

Cause di alitosi non dipendenti da problemi dentali o gengivali sono invece:

  • malattie respiratorie (tonsillite, bronchite, sinusite, rinite cronica);
  • disturbi digestivi (reflusso gastroesofageo, gastrite, ernia iatale, ulcera);
  • malattie sistemiche (diabete, disfunzioni renali o epatiche).

Concorrono all’alito cattivo anche sostanze quali alcool, tabacco e alcuni farmaci, nonché cibi dall’odore forte e intenso come l’aglio, la cipolla, il caffè e le spezie.

 

Rimedi per l’ alitosi

L’alito che puzza è di certo fastidioso, e chiunque ne soffra vuole trovare una soluzione veloce e definitiva per non incorrere nell’imbarazzo causato dall’alitosi.

Dato che spesso la causa è legata a problemi di natura dentale, una buona igiene orale e una cura quotidiana dei denti è alla base del mantenimento di un alito fresco e profumato.

Spazzolino e dentifricio, filo interdentale e collutorio vanno utilizzati dopo ogni pasto, così da eliminare ogni traccia di cibo residuo ed evitare la sedimentazione di tartaro, destinato a trasformarsi in placca e in carie.

Oltre all’igiene orale, la cura dei denti passa anche attraverso il controllo dello stato dentale presso il proprio dentista. Alcuni insediamenti batterici si posizionano proprio nello spazio interdentale, e pertanto la pulizia dei denti quotidiana dev’essere associata anche a quella professionale, onde evitare una iperproduzione di batteri locali.

Importante anche verificare la condizione di protesi e ricostruzioni dentali, e trattare con tempestività infezioni e ascessi dentali, legati strettamente all’alito cattivo.

Il dentista Doccisi a Firenze effettua visite dentistiche accurate e pulizia dei denti professionale proprio per prevenire infiammazioni gravi.

 

Alitosi: rimedi naturali

In molti casi l’alitosi può essere curata migliorando il proprio stile di vita ed eliminando quei comportamenti che incidono sull’alito pesante.

Smettere di fumare e limitare l’uso dell’alcool e del caffè è un primo passo per prevenire l’alitosi. Anche il consumo eccessivo di carne può provocare alito cattivo: le proteine possono essere utilizzate dai batteri per la produzione di zolfo, il cui odore fastidioso si riversa anche nell’alito.

Alcune sostanze naturali aiutano inoltre a mantenere o ritrovare un alito pulito. Tra queste ricordiamo:

  • la menta, spesso presente nei collutori e negli spray orali per l’alitosi, o sottoforma di olio essenziale di menta piperita da usare per fare risciacqui dopo aver lavato i denti;
  • il cardo mariano, indicato in caso di alitosi da cattiva digestione, che aiuta ad eliminare l’eccesso di gas prodotti a livello gastrico e intestinale;
  • chiodi di garofano, ottimi per la loro azione antibatterica naturale, da masticare cotti o usare come infuso per un collutorio fai-da-te;
  • l’acqua: la disidratazione può causare alitosi persistente; bere tanta acqua, almeno due litri al giorno, è una soluzione utile anche per l’alito pesante.

 

Dentista a Firenze per alitosi

Il dottor Doccisi effettua visite odontoiatriche nel suo studio dentistico a Firenze per trovare la causa associata all’alitosi da problemi dentali. Se non riesci a trovare la causa del tuo alito cattivo, contatta lo studio per prenotare un appuntamento.

Spazzolino ultrasonico: come funziona e quale comprare

Spazzolino ultrasonico: come funziona e quale comprare

Sul mercato si trovano tanti tipi di spazzolini da denti: il classico spazzolino da denti manuale, lo spazzolino elettrico a rotazione e lo spazzolino ultrasonico. Quest’ultimo è meno conosciuto ma è assolutamente da scoprire, perché col minimo sforzo riesce a pulire i denti in maniera impeccabile.

Ma andiamo in ordine e iniziamo a capire cos’è lo spazzolino da denti ad ultrasuoni, quali vantaggi comporta e quale spazzolino acquistare.

 

Che cos’è uno spazzolino ultrasonico?

Lo spazzolino da denti a ultrasuoni, è uno spazzolino elettrico che, grazie a delle micro vibrazioni emesse con l’azione fluidodinamica, riesce a far muovere le setole della testina sui i nostri denti in maniera delicata.

La tecnologia sonica riesce a rimuovere in pochissimi minuti tutti i residui di tartaro e di placca batterica, diretti responsabili di alitosi, di carie, gengivite e malattia parodontale.

Portanto così un notevole giovamente delle gengive. In questo modo puoi eseguire una corretta igiene orale a casa e prevenire la maggior parte delle patologie orali.

 

Come si usa uno spazzolino da denti a ultrasuoni?

Lo spazzolino a ultrasuoni lo puoi utilizzare come un normale spazzolino elettrico. Infatti sarà sufficiente eseguire questi semplici passaggi per ottenere un’igiene orale perfetta:

  • Posare con delicatezza le setole della testina sulla superficie dentale, al resto ci penserà lui con le microvibrazioni.
  • Passare lo spazzolino elettrico su tutti i denti delle due arcate dentali, sia quella superiore che quella inferiore. Lo spazzolamento deve avvenire in maniera lenta e delicata, senza alcuna rotazione o movimento.
  • Ripetere l’operazione di spazzolamento per circa 2-3 minuti – in genere lo spazzolino emetterà dei suoni ogni trenta secondi.

Da notare che lo spazzolino sonico riuscirà, grazie alle microvibrazioni ad arrivare anche nei punti più difficili della cavità orale col minimo sforzo, cosa impossibile da fare con uno spazzolino manuale.

 

Qual è il miglior spazzolino ultrasonico ad aprile 2021?

Sul web ci sono tanti tipi diversi di spazzolini ultrasonici. Molte volte gli spazzolini sonici vengono scambiati con quelli elettrici classici, ma sono diversi nel loro funzionamento. La differenza tra i due spazzolini è semplicemente il modo con cui avviene il movimento della testina: in uno ruota, nell’altro fa piccoli movimenti.

Uno spazzolino elettrico classico si contraddistingue dalla testina con forma circolare e dal movimento rotatorio.

Lo spazzolino a ultrasuoni invece ha la forma allungata di un classico spazzolino manuale e si differenzia per il suo movimento dovuto alle microparticelle di ossigeno che fanno vibrare le setole della testina.

Attualmente mi sento di consigliarti la linea di spazzolini ultrasonici di Philips Sonicare, dove il modello DiamondClean 9000 rappresenta il vero spazzolino sonico con oltre 60000 movimenti al minuto.

 

Philips Sonicare DiamondClean 9000 – ideale per l’igiene quotidiana

Per l’igiene orale di tutti i giorni è lo spazzolino perfetto. Ha 4 diverse modalità di pulizia e 3 velocità. Inoltre più ha un sensore in caso uno esageri a premere sull’arcata dentale e con l’App per smartphone puoi controllare i tuoi progressi.

DiamondClean 9000, è un mix di design e comodità, infatti lo spazzolino viene venduto completo di astuccio da viaggio e un caricatore a forma di bicchiere, utilizzabile anche per il risciaquo dopo lo spazzolamento.

 

Panasonic Irrigatore Orale ad ultrasuoni – per chi soffre di gengivite e parodontite

Non è proprio uno spazzolino, ma è un irrigatore per la pulizia orale ad ultrasuoni. Con le sue 5 modalità di getto d’acqua, questo spazzolino è ottimo per chi soffre di parodontite, in quanto permette di pulire le tasche parodonatali, da placca e batteri.

Non solo, questo irrigatore è utilissimo anche per l’igiene orale di tutti i giorni, eliminando tracce di cibo tra i denti e i residui di placca batterica.

In più, impostando il livello alto di getto d’acqua, è possibile massaggiare le gengive o utilizzarlo anche al posto del filo interdentale.

L’irrigatore Panasonic EW1511 si presenta con la testa appuntita, un vero e proprio irrigatore d’acqua come dal dentista.

Alla base vi è un serbatorio che può contenere fino a circa 200ml d’acqua. Ricaricarlo sarà molto semplice e molto veloce, in 1 ora è pronto per essere utilizzato.

Con questo irrigatore ad ultrasuoni è tutto più semplice e puoi pulire i punti più profondi e difficili del tuo cavo orale semplicemente, senza compromettere lo smalto dentale o far sanguinare le gengive.

 

 

Perché comprare uno spazzolino a ultrasuoni?

E’ risaputo che gli spazzolini elettrici hanno cambiato il nostro modo di spazzolare i denti ed è appurato che utilizzare quotidianamente uno spazzolino elettrico permette di avere denti puliti e sani, evitando gli errori comuni che commettiamo utilizzando spazzolini manuali.

Lo spazzolino sonico è oggi una tecnologia ancora più avanzata che permette delicatamente di eseguire una pulizia dentale perfetta e di eliminare tutti i batteri e residui di placca, tartaro e cibo al 100%.

Laser in odontoiatria: tutti i vantaggi

Laser in odontoiatria: tutti i vantaggi

Il laser in odontoiatria è diventato uno degli strumenti più efficaci e vantaggiosi, nelle mani dentisti professionisti, per la cura di molte patologie legate ai denti e alla bocca.

Un po’ come in tutti i settori in cui viene impiegato, dall’ambito civile a quello industriale, passando per l’estetica, le telecomunicazioni, la fisica e le altre applicazioni tecnologiche, anche la medicina usufruisce delle potenzialità del laser in diversi campi di applicazione.

La laserterapia in odontoiatria è ormai ampiamente diffusa proprio per la sua capacità di risolvere e curare problemi e patologie dentarie riducendo al massimo l’invasività e il disagio per il paziente sotto cura odontoiatrica.

Non è un caso se i dentisti che usano il laser diventano i preferiti dei pazienti, i quali hanno ben compreso come il laser per odontoiatria possa davvero far passare la paura della visita odontoiatrica: minor dolore, risultati più veloci e più precisi, tempi di ripresa ridotti.

Il laser in odontoiatria conservativa è utilizzato per la cura e la prevenzione di disturbi dei denti e della gengiva, che richiedono interventi minori e veloci; può però essere impiegato anche nella chirurgia orale, e in particolare nella chirurgia dei tessuti molli, con grande efficacia.

Vediamo insieme le maggiori applicazioni della terapia dentale laser e come questa può risolvere molti disturbi odontoiatrici in maniera definitiva.

 

Trattamento carie con il laser

Curare la carie con il laser è una scelta molto utile per evitare i dolori profondi che spesso accompagnano il trattamento tradizionale per la cura della carie.

Il raggio laser vaporizza la carie e la riduce in pulviscolo, che il dentista può facilmente eliminare senza utilizzare altri attrezzi più invasivi.

La laserterapia per le carie è particolarmente indicata per il trattamento delle carie nei bambini, poiché si ottiene un ottimo risultato senza creare disagio con strumenti dolorosi. Niente più trapano per i piccoli di casa!

 

Cura parodontologia con il laser

Il laser è un mezzo di lavoro molto utile e preciso sui tessuti molli, ed è per questo che si rivela un prezioso alleato del dentista nella cura delle patologie a carico della gengiva.

Nel caso della parodontite, il laser, con il suo raggio molto sottile, penetra all’interno delle sacche gengivali eliminando sia i batteri che lo stato più superficiale e infiammato della gengiva, rimuovendo così il tessuto necrotico che causa fastidio e dolore.

L’assenza di questo strato di cellule morte favorisce la rigenerazione del tessuto e la formazione di nuova gengiva sana, il tutto senza provocare alcun dolore per il paziente sottoposto a questo tipo di terapia dentale laser.

 

Sbiancamento denti laser

A livello di odontoiatria estetica e curativa, il laser è utile anche nello sbiancamento dei denti e nella rimozione delle macchie da sigaretta, da caffè o da carenza di smalto.

Il laser è lo strumento più potente attualmente esistente per la pulizia dei denti e lo sbiancamento delle macchie; alcune macchie possono essere in realtà rimosse soltanto con il laser e non con altri mezzi.

 

Devitalizzazione dente laser

Il trattamento della radice del dente, con la sua conseguente devitalizzazione, è a volte l’unica strada percorribile per alcune patologie che causano un dolore molto forte e difficoltà alla masticazione.

La devitalizzazione con laser consente di arrivare dentro il canale della radice senza usare strumenti invasivi per pulire a fondo e rimuovere i batteri, causa dell’infezione in corso. Attraverso il laser odontoiatrico si può inoltre procedere con la chiusura del canale e incentivare la guarigione, diminuendo i tempi di trattamento.

 

Chirurgia del tessuto molle

La chirurgia delle gengive e del tessuto molle con il laser ha il grande vantaggio di agire sulle modificazioni gengivali, ad esempio sulle infiammazioni che abbassano le gengive e lasciano scoperte le radici, senza ricorrere al bisturi e senza causare sanguinamento.

L’assenza di ferite nei tessuti da bisturi non crea la necessità di intervenire con punti di sutura; ciò si traduce in tempi di guarigione rapidi, che spesso non prevedono nemmeno l’utilizzo di farmaci post-trattamento.

La gengiva viene quindi trattata con il laser che vaporizza il tessuto infiammato o necrotico ed elimina la fonte di dolore in pochi minuti.

 

Implantologia laser-assistita

Nella preparazione dell’ambiente orale alla ricezione degli impianti dentali definitivi, il laser può diventare un assistente perfetto grazie alla sua capacità di ripulire a fondo il canale radicolare e di vaporizzare gli strati gengivali infiammati, di rimuovere efficacemente i batteri e di preparare la gengiva a ricevere gli impianti osteointegrati a carico immediato.

I tessuti molli gengivali sono così preparati nel migliore dei modi, senza sanguinamenti, ferite, rigonfiamenti o dolore, con una prospettiva di guarigione eccellente.

 

Studio dentistico con laser a Firenze

Lo studio odontoiatrico del dottor Doccisi a Firenze annovera tra le tecniche di cura odontoiatriche l’utilizzo del laser Nd:YAG sia a scopo conservativo che chirurgico. Contattaci per maggiori informazioni sulle terapie dentali laser del nostro studio.

Estrazione di un dente: cosa fare dopo

Estrazione di un dente: cosa fare dopo

L’estrazione di un dente è un procedimento chirurgico che il dentista effettua in caso di impossibilità di guarigione di un dente infetto con terapie antibiotiche o antinfiammatorie.

Quando la carie diventa troppo profonda fino ad infettare il nervo del dente e i tessuti circostanti, il dentista non ha di fatto molta altra scelta se non l’estrazione del dente cariato.

Anche in caso di eruzione di mole del giudizio in posizioni scorrette, o per mancanza di spazio gengivale, il dentista effettuerà un’incisione con conseguente estrazione del dente del giudizio.

Trattandosi di operazioni chirurgiche che intaccano la gengiva, è normale andare incontro a qualche giorno di indolenzimento. Ciononostante, possiamo attivamente aiutare la guarigione adottando alcuni comportamenti corretti nella vita quotidiana.

 

Cosa fare subito dopo l’estrazione dentale

Al termine dell’operazione, il dentista inserisce in bocca, in corrispondenza della gengiva, una garza tampone o dei rotolini di cotone da schiacciare tra i denti per bloccare il sanguinamento e favorire la formazione di un coagulo.

Il coagulo funge da protezione per la ferita, esattamente come avviene per le ferite della pelle quando si forma una crosticina. È quindi sconsigliato rimuovere il coagulo, attraverso, ad esempio, dei risciacqui: il suo mantenimento è importante per proteggere la parte lesa e favorire la guarigione.

Niente risciacqui, quindi, nemmeno con acqua e limone – molti pazienti sono informati di questo ”rimedio della nonna”, secondo cui il limone aiuta a disinfettare la ferita. Il coagulo invece non va assolutamente toccato, neanche con la lingua o con le dita.

Attenzione a soffiare il naso delicatamente: la pressione di un soffio troppo forte potrebbe causare la riapertura della lesione.

Nei giorni immediatamente successivi all’intervento dovrai assumere tutti i farmaci prescritti dal dentista, tra cui antinfiammatori e antibiotici; è possibile usare la borsa del ghiaccio sulla guancia, in corrispondenza del punto operato, per un effetto anestetico e antidolorifico naturale.

Per un migliore effetto, lascia la borsa del ghiaccio sulla guancia per 15 minuti e poi rimuovi per altri 15 minuti. L’alternanza caldo/freddo gioverà alla sensazione di dolore e al gonfiore del viso.

Nei tre giorni successivi all’estrazione dentale non utilizzare spazzolino elettrico; meglio invece uno spazzolino classico manuale, dalle setole morbide, da non passare sul coagulo per evitare di rimuoverlo.

Puoi invece usare un collutorio a base di clorexidina per tenere pulita la parte, aggiungendo l’azione antibatterica e antisettica del principio attivo.

 

Cosa mangiare dopo estrazione dente

Attendi qualche ora prima di assumere cibo o bevande. Quando bevi, fai attenzione a deglutire con delicatezza, assumendo poca quantità di acqua alla volta per non inondare il coagulo.

Nelle 24-36 ore successive all’estrazione dentale, è preferibile mangiare cibi liquidi o morbidi, evitando tutti quegli alimenti che potrebbero incastrarsi tra i denti o sollecitare il coagulo, o ancora che richiedono una masticazione eccessiva.

Sì a minestre tiepide, purè, gelato, budini, pesce bollito, polpette; no a pasta, carne, crackers o grissini, frutta e verdura solida – vanno bene invece quando bollite o frullate.

La temperatura media o ambiente è da preferire sia al freddo che al caldo. In ogni caso, evita i cibi troppo caldi che potrebbero ulteriormente irritare la gengiva.

 

Si può fumare dopo l’estrazione di un dente?

Nei giorni immediatamente successivi all’intervento bisogna evitare sia il fumo che il consumo di alcolici.

Per circa 72 ore, quindi, allontanare sigarette e sigarette elettroniche, che con il loro vapore possono compromettere il coagulo e infastidire la gengiva.

 

Tempi di guarigione dopo estrazione dente

La guarigione completa di una ferita chirurgica odontoiatrica richiede circa due settimane. Tuttavia, già dal terzo giorno post operatorio il dolore inizia a diminuire o cessa del tutto, tornando a una condizione di vita del tutto normale.

La stabilizzazione definitiva della struttura ossea, non visibile a occhio nudo, richiede invece un po’ più di tempo, anche due-tre mesi.

È in questo frangente che è consigliabile intervenire per inserire un impianto dentale che va a sostituire il dente mancante, agendo prima che i denti vicini si prendano più spazio e rendano poi difficoltoso l’inserimento di una protesi dentale.

Lasciare lo spazio vuoto può compromettere la masticazione e la chiusura della bocca, portando in seguito a problemi più complicati da risolvere.

 

Estrazione dente a Firenze

Se la mola del giudizio continua a far male, o un dente cariato causa un dolore intollerabile, è tempo di prenotare una seduta di estrazione dentaria.

Contattaci per programmare la tua prima visita dentistica nel nostro studio, a cui può seguire l’intervento di estrazione dente a Firenze, in una zona facilmente raggiungibile della città.