Ortodonzia: 5 miti da sfatare sull’apparecchio ai denti

Ortodonzia: 5 miti da sfatare sull’apparecchio ai denti

Nonostante l’ortodonzia sia una branca dell’odontoiatria ormai diffusa e utilizzata da decenni, intorno all’apparecchio ai denti resta sempre un alone di disagio, reticenza e dubbio che fa desistere sia gli adulti che i bambini dal mettere l’apparecchio serenamente e sistemare il sorriso una volta per tutte.

L’apparecchio è utile per risolvere moltissimi problemi, legati sia ai singoli denti che alla loro disposizione complessiva. Con l’apparecchio per denti si può:

  • sistemare disallineamenti ossei, della mascella o della mandibola;
  • gestire il sovraffollamento dei denti o, al contrario, far spazio per quei denti che non riescono a emergere;
  • modificare il tipo di morso, quindi di chiusura della bocca, in caso di morso profondo o di mosso aperto.

Tutte queste malformazioni della mandibola, della mascella e della dentatura possono essere curate con l’utilizzo dell’apparecchio fisso, dell’apparecchio mobile o a trazione extra-orale; sarà il dentista, di volta in volta, in base alle esigenze del paziente, a suggerire la metodologia più corretta. Esiste anche un tipo di apparecchio denti trasparente, ovvero un apparecchio invisibile. Ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

Non ci sono scuse per non mettere l’apparecchio. Un buon apparecchio ortodontico è in grado di riallineare le strutture ossee della bocca e raddrizzare i denti a qualsiasi età. Chi dice “no” all’apparecchio è spinto spesso da uno di questi cinque luoghi comuni, che andremo a sfatare uno ad uno per dimostrare che l’apparecchio denti offre solo benefici.

 

L’apparecchio ai denti è doloroso?

La prima fonte di paura per chi deve indossare l’apparecchio è proprio questa: lo spostamento dei denti farà male? Se è vero che l’apparecchio serve proprio ad allineare la struttura mandibolare e i denti in maniera corretta, è anche vero che questi spostamenti avvengono gradualmente, in maniera quasi impercettibile, giorno dopo giorno.

Lo spostamento non porterà, quindi, dolori improvvisi, lancinanti o prolungati nel tempo; solo all’inizio l’apparecchio fisso interno potrebbe dare un po’ di fastidio, per via del suo essere uno strumento nuovo al quale la bocca deve adattarsi.

Questa sensazione di “corpo estraneo” svanisce comunque nel giro di qualche giorno; è un po’ come indossare delle scarpe nuove: dopo qualche ora non si avverte più la differenza.

 

L’apparecchio ai denti è antiestetico e imbarazzante

Il disagio estetico dell’apparecchio ai denti è stato ormai sdoganato da decine di star internazionali che sfoggiano quotidianamente il loro apparecchio ortodontico, addirittura abbellendolo o decorandolo per dargli ancora più risalto.

Ad ogni modo, gli apparecchi dentali odierni sono molto più sottili di quanto non lo fossero in passato, e inoltre si possono scegliere apparecchi invisibili o trasparenti da dimenticare del tutto una volta indossati.

 

L’apparecchio ai denti va portato per molti anni

Ogni caso specialistico è a sé; un buon dentista deve valutare ogni persona per le sue specifiche caratteristiche, e non è detto che servano chissà quanti anni per migliorare l’aspetto del proprio sorriso o sistemare il disallineamento della mandibola che hanno reso necessario l’utilizzo dell’apparecchio.

Di media, una terapia ortodontica ha una durata di 24-30 mesi, in cui si alternano periodi di apparecchio fisso a periodi di apparecchio mobile. Ciò non toglie che, per alcuni pazienti, basta anche un solo anno di apparecchio per risolvere i propri problemi dentali.

 

Con l’apparecchio ortodontico lavarsi i denti è difficile

Una buona igiene orale non solo è possibile, ma è anche fortemente indicata in caso di apparecchio dentale, sia fisso che mobile, per prevenire infezioni e accumulo di placca. Nel caso dell’apparecchio mobile, il dentista consiglierà anche come pulire l’apparecchio e conservarlo in maniera corretta.

Chi indossa l’apparecchio fisso dovrà utilizzare uno spazzolino ortodontico, studiato proprio per lavare i denti con l’apparecchio. Questo spazzolino va usato in senso obliquo e deve ruotare sulla superficie del dente per pulire bene i denti senza compromettere la stabilità dei brackets che compongono l’apparecchio. Come brackets s’intendono le piastrine dell’apparecchio fisso incollate ai denti.

Il filo interdentale richiede un’attenzione particolare, perché potrebbe incastrarsi in uno dei brackets e creare danni all’apparecchio. È bene sceglierne uno a punta rigida, per una miglior presa, e con copertura spugnosa, che previene lo sfilacciamento sui brackets che incontra al suo passaggio.

 

L’apparecchio si mette da bambini o da adolescenti

La correzione dei denti e della chiusura della bocca può avvenire da bambini, tanto quanto da adulti: non è ormai insolito mettere l’apparecchio denti a 25 anni, così come a 50 anni. Il 20% dei pazienti che portano l’apparecchio sono infatti adulti, e possono raggiungere gli stessi risultati ottimali dei bambini che iniziano a correggere le malformazioni ossee della bocca da piccolissimi.

L’idea che un apparecchio ai denti possa servire solo per fini estetici, per correggere i denti storti o una chiusura errata della mandibola, è sbagliato. Una bocca o dei denti non bene allineati sono anche causa di problemi molto più gravi, che riguardano la postura, l’emicrania, dolori mandibolari accentuati.

Il nostro studio dentistico è specializzato anche in ortodonzia e apparecchi ai denti progettati in base alle esigenze del singolo paziente. Se riscontri uno dei problemi precedenti, puoi contattarci per fissare un appuntamento e iniziare una cura adeguata al più presto.

Cura dei denti da latte: come lavare i denti ai bambini?

Cura dei denti da latte: come lavare i denti ai bambini?

Se è vero che i denti da latte sono provvisori, è anche vero che una buona igiene orale nei bambini aiuta a prevenire infezioni e infiammazioni sia sui denti da latte che sui futuri denti definitivi.

I dentini da latte sono destinati a cadere, ma non per questo la loro igiene quotidiana può essere sottovalutata a lungo, poiché anche i denti provvisori dei bambini sono soggetti alle stesse problematiche che si presentano sui denti degli adulti.

Carie, infiammazione gengivale, infezione del canale radicolare… se i bambini non sono avvezzi ad usare lo spazzolino, questi e molti altri disturbi potrebbero compromettere la salute del cavo orale e costringerebbero a ricorrere al temuto dentista più di quanto non sia necessario!

I denti dei bambini vanno curati ogni giorno, anche per abituare i piccoli di casa a usare lo spazzolino e il dentifricio prima che sia troppo tardi per far capire loro l’importanza di una buona igiene orale.

Trattandosi di denti provvisori, le regole sulla cura dei denti da latte sono un po’ diverse rispetto ai denti “dei grandi”. Vediamo come prendersi cura dei denti dei bambini in modo corretto, senza aggredire né i dentini, né le gengive.

 

Igiene orale bambini: come lavare i denti da latte

Spazzolino e dentifricio restano gli unici e migliori alleati della bocca dei bambini per i loro denti da latte provvisori.

Alla comparsa dei primi dentini, solitamente intorno al sesto mese di vita, i genitori possono provvedere alla pulizia con un batuffolo di cotone, una garza o uno spazzolino dalle setole morbidissime.

Ricordiamo, infatti, che tra un dente da latte e l’altro rimangono lunghi spazi di gengiva che potrebbero lesionarsi o graffiarsi con un comune spazzolino da denti destinato agli adulti.

I bambini apprendono molto anche per emulazione: farli stare in bagno con te mentre lavi i denti, al mattino e alla sera, può spingerli a fare altrettanto quando saranno più grandi.

Quando tutta la dentatura da latte dei bambini è al completo, solitamente intorno ai due anni, lavare i denti deve diventare un’abitudine consolidata.

Si può insegnare al bambino a impugnare lo spazzolino in maniera corretta, e a strofinarlo sui denti in maniera delicata con un’angolazione di circa 45 gradi tra la testina dello spazzolino e ogni singolo dente.

Per le prime volte sarà necessario il tuo supporto e la tua attenzione; dopo i tre anni, solitamente, i piccoli hanno già appreso come lavare i denti da latte e possono procedere da soli.

Nella fascia di età che va dai quattro ai sei anni, una scarsa igiene orale può comportare la formazione di carie sui denti da latte tanto quanto sui denti permanenti che, nel frattempo, prendono il posto dei dentini provvisori.

Massima attenzione quindi a lavare sempre i denti e a programmare regolarmente una visita odontoiatrica pediatrica con il proprio dentista. Il dottor Doccisi a Firenze riceve anche i bambini, per aiutarli a orientarsi nella cura della propria igiene orale.

 

Spazzolino per bambini: quale scegliere

Se hai già acquistato uno spazzolino per bambini sai che esistono decine e decine di modelli, super colorati, dalle forme e dalle setole più disparate.

Come si sceglie lo spazzolino per un bambino, evitando di acquistarne uno troppo aggressivo o troppo grande per la sua bocca?

Bisogna prendere in considerazione due caratteristiche: la dimensione delle testine e la morbidezza delle setole.

 

Testina

La grandezza della testina dello spazzolino per bambini dev’essere adeguata alle dimensioni della bocca dei bambini.

Gli spazzolini per bambini sono divisi in fasce d’età, che si trovano facilmente indicate nelle confezioni degli spazzolini in vendita.

Oltre a orientarsi in base alle specifiche del produttore, ogni genitore può valutare autonomamente la compatibilità della grandezza dello spazzolino con quella della bocca del bambino, per essere più sicuri.

 

Morbidezza setole

Le gengive dei bambini sono molto fragili e delicate. Di conseguenza, uno sfregamento troppo intenso o effettuato tramite setole dure e rigide può creare lesioni, graffi, ferite e sanguinamenti.

Gli spazzolini per bambini devono sempre avere setole morbidissime, con tre file di setole flessibili e arrotondate che rimuovono il cibo e la placca nei denti da latte e nelle dentazioni miste provvisorie-definitive.

 

Spazzolino elettrico o manuale?

Anche i bambini, come i genitori, possono utilizzare sin da subito lo spazzolino elettrico per comodità, divertimento e sicurezza nell’igiene orale.

Non esistono vere e proprie controindicazioni sull’uso dello spazzolino elettrico per bambini; è sempre importante verificare che l’impugnatura sia ergonomica e adatta alle capacità di presa del bambino e che le testine abbiano una dimensione adeguata e setole molto morbide.

Nel caso degli spazzolini elettrici, l’accelerazione della testina per i bambini deve rimanere molto bassa, onde evitare ferite.

 

Conclusioni

Lo studio del dottor Doccisi a Firenze riceve sia i grandi che i piccoli pazienti. Contattaci e prenota una visita dentistica per verificare lo stato di salute dei denti da latte o dei denti definitivi dei tuoi bambini.

Tratta con giudizio… i tuoi denti del giudizio!

Tratta con giudizio… i tuoi denti del giudizio!

Perché abbiamo i denti del giudizio?

A ben vedere, visto che non fanno parte della dentatura iniziale e quando compaiono portano spesso guai, i denti del giudizio sembrano del tutto superflui, a tratti fastidiosi.

In effetti, i denti del giudizio non sono oggi necessari per masticare in maniera corretta. Un tempo, però, facevano parte del nostro corredo dentale. L’alimentazione dell’uomo, centinaia di anni fa, era ben lontana dalla morbidezza e dalla sofficità della gran parte degli alimenti che ingeriamo oggi.

Gli ultimi molari sono un’eredità del nostro passato primitivo di ominidi, passato in cui i nostri antenati masticavano cibi duri e non cotti che tendevano ad allargare il palato e a dare più spazio per i denti.

Oggi, al contrario, il palato si è ristretto, e di conseguenza c’è meno spazio per i molari del giudizio. A volte rimangono sempre inclusi, senza mai dare segnale di voler scendere; altre volte compaiono e si posizionano quasi senza farsi notare.

Purtroppo, però, questa opzione avviene raramente, e la comparsa di questi denti si accompagna a dolore e infiammazione, arrivando spesso alla necessità di intervenire chirurgicamente.

 

Denti giudizio: perché e quando escono?

A questa domanda non esiste una risposta univoca. Questi denti possono comparire nell’adolescenza, ritardare la loro comparsa in età adulta o non scendere mai. In questo modo rimangono per sempre inclusi nella mandibola senza creare alcun problema.

Il disturbo correlato alla comparsa dei denti del giudizio è comunque indipendente dall’età in cui si verifica la loro eruzione. Il problema è più legato all’assenza di spazio a sufficienza per posizionarsi, nonché al loro orientamento di partenza, che rende più o meno semplice il loro posizionamento.

 

Dente del giudizio, quali sono i sintomi?

Il dente del giudizio sa farsi sentire quando non riesce a trovare la sua via di uscita o per la posizione errata oppure se la gengiva non ha spazio a sufficienza, in quanto occupato da altri denti.

I sintomi di dolore per il dente del giudizio sono inconfondibile e ben localizzati. Ecco i principali:

  • La gengiva è gonfia e dolente.
  • La zona dei molari è ipersensibile al caldo e al freddo in egual modo.
  • Mal di testa molto forte e persistente.
  • Masticazione dolorosa, in particolar modo nella zona degli ultimi molari.
  • Sensazione di uno strano sapore in bocca.

 

I problemi non si fermano qui. Anche quando i denti hanno modo di uscire senza dolore, nel processo dell’eruzione, che può durare fino a qualche mese per il pieno completamento, la gengiva è comunque infiammata ed esposta all’infiltrazione batterica.

Di conseguenza è possibile che, mentre il dente del giudizio sta uscendo, si verifichino infezioni e infiammazioni gengivali anche se il dente si trova in posizione corretta e ha spazio per emergere.

 

Denti del giudizio storti

Fin qui abbiamo parlato dell’ipotesi più fortunata, ma esistono anche casi in cui i denti del giudizio inclusi siano storti assumendo un orientamento all’interno della mandibola che non ne consente la corretta e naturale uscita.

Possono, ad esempio, essere “stesi” in orizzontale anziché trovarsi in verticale, o essere leggermente inclinati verso il molare più vicino, e, nel momento in cui tentano di uscire, intaccare la stabilità del dente accanto, causando ulteriore dolore.

 

Quando togliere un dente del giudizio?

L’estrazione dei denti del giudizio è necessaria se questo, nel tentativo di emergere, spinge sul dente vicino poiché storto o mancante di spazio gengivale su cui posizionarsi.

In questi casi, la visita odontoiatrica è indispensabile. Il dentista, attraverso una radiografia, può individuare la posizione esatta del dente sia all’interno della mandibola che rispetto alla dentatura complessiva. L’estrazione di un dente molare avviene con una piccola incisione sulla gengiva, effettuata in anestesia locale. Prima di operare e togliere un dente, lo specialista somministra quasi sempre un antibiotico per alleviare l’infezione, e prescrive farmaci antinfiammatori in caso di dolore post-operatorio. La guarigione è veloce e la ripresa dall’anestesia locale avviene nel giro di qualche ora.

 

Come alleviare il dolore da denti del giudizio?

Quando il dolore è molto forte, è consigliabile applicare sulla guancia, in corrispondenza del dente dolorante, una borsa del ghiaccio per intervalli di quindici minuti, a cui far seguire altri quindici minuti di pausa. Questa alternanza ha un effetto antinfiammatorio e analgesico locale.

A discrezione del dentista è possibile prescrivere antinfiammatori anche prima dell’estrazione del dente del giudizio.

 

Estrazione dente molare a Firenze

Il dentista Doccisi effettua la rimozione del dente del giudizio nel suo studio dentistico a Firenze. Contattaci per prendere appuntamento al più presto, in caso di dolore agli ultimi molari.

Alitosi: cause e rimedi

Alitosi: cause e rimedi

L’alito cattivo è un disturbo molto comune, con varie cause possibili da prendere in considerazione. Tra queste spiccano alcuni problemi dentali che tra i sintomi annoverano anche l’alitosi.

L’alito che puzza è una delle maggiori preoccupazioni dei pazienti che contattano lo studio dentistico per una visita urgente. Oltre al dolore, infatti, un improvviso peggioramento dell’odore dell’alito, a volte persistente nonostante i vari rimedi, può essere sintomo da non trascurare di alcune specifiche patologie dentali.

L’alitosi può avere origine sia nella bocca che nello stomaco, nonché da alcune malattie respiratorie; non è infatti rara l’alitosi da reflusso gastrico, che si manifesta subito dopo aver mangiato, o l’alitosi in gravidanza, ma in questo caso non ha nulla a che vedere con il cattivo alito associato all’igiene orale.

Il 90% delle volte l’alito cattivo proviene infatti dal cavo orale stesso, ed è più facile riscontrare episodi di alitosi quando l’igiene orale non è sufficientemente frequente o approfondita.

Vediamo insieme quali sono tutte le cause più comuni di alitosi, sia associate alla pulizia dei denti che ad altre patologie indipendenti dalla bocca.

 

Cause dell’ alitosi

La maggior parte delle volte, come abbiamo anticipato, l’alitosi è causata da una scarsa igiene orale e dalle sue conseguenze, ossia dall’accumulo di tartaro e dalla formazione di placca sui denti.

L’accumulo di placca può provocare infiammazioni e sanguinamenti delle gengive, creando residui di sangue che si depositano nel solco gengivale e stimolano la produzione di batteri e infezioni. Laddove si instaura un’infezione, è molto probabile l’insorgenza di cattivo odore.

Ecco perché la pulizia dei denti quotidiana è importante, associata all’igiene orale professionale da prenotare presso il proprio studio dentistico di fiducia ogni 6-10 mesi.

Altre cause di natura dentale possono essere la presenza di carie, caratterizzate da una carica batterica molto alta, soprattutto ad uno stadio avanzato, e dalla comparsa dei denti del giudizio, per via dell’infiltrazione di batteri tra la loro corona, ancora non del tutto emersa, e la gengiva che rompono con la loro eruzione per farsi strada.

Ancora una volta, l’accumulo di batteri è responsabile dell’alitosi, che dovrebbe scomparire con la completa comparsa del dente. In caso di eruzione della mola del giudizio, è sempre meglio contattare il proprio dentista per verificare che sia nella corretta posizione e che abbia spazio a sufficienza per emergere.

Cause di alitosi non dipendenti da problemi dentali o gengivali sono invece:

  • malattie respiratorie (tonsillite, bronchite, sinusite, rinite cronica);
  • disturbi digestivi (reflusso gastroesofageo, gastrite, ernia iatale, ulcera);
  • malattie sistemiche (diabete, disfunzioni renali o epatiche).

Concorrono all’alito cattivo anche sostanze quali alcool, tabacco e alcuni farmaci, nonché cibi dall’odore forte e intenso come l’aglio, la cipolla, il caffè e le spezie.

 

Rimedi per l’ alitosi

L’alito che puzza è di certo fastidioso, e chiunque ne soffra vuole trovare una soluzione veloce e definitiva per non incorrere nell’imbarazzo causato dall’alitosi.

Dato che spesso la causa è legata a problemi di natura dentale, una buona igiene orale e una cura quotidiana dei denti è alla base del mantenimento di un alito fresco e profumato.

Spazzolino e dentifricio, filo interdentale e collutorio vanno utilizzati dopo ogni pasto, così da eliminare ogni traccia di cibo residuo ed evitare la sedimentazione di tartaro, destinato a trasformarsi in placca e in carie.

Oltre all’igiene orale, la cura dei denti passa anche attraverso il controllo dello stato dentale presso il proprio dentista. Alcuni insediamenti batterici si posizionano proprio nello spazio interdentale, e pertanto la pulizia dei denti quotidiana dev’essere associata anche a quella professionale, onde evitare una iperproduzione di batteri locali.

Importante anche verificare la condizione di protesi e ricostruzioni dentali, e trattare con tempestività infezioni e ascessi dentali, legati strettamente all’alito cattivo.

Il dentista Doccisi a Firenze effettua visite dentistiche accurate e pulizia dei denti professionale proprio per prevenire infiammazioni gravi.

 

Alitosi: rimedi naturali

In molti casi l’alitosi può essere curata migliorando il proprio stile di vita ed eliminando quei comportamenti che incidono sull’alito pesante.

Smettere di fumare e limitare l’uso dell’alcool e del caffè è un primo passo per prevenire l’alitosi. Anche il consumo eccessivo di carne può provocare alito cattivo: le proteine possono essere utilizzate dai batteri per la produzione di zolfo, il cui odore fastidioso si riversa anche nell’alito.

Alcune sostanze naturali aiutano inoltre a mantenere o ritrovare un alito pulito. Tra queste ricordiamo:

  • la menta, spesso presente nei collutori e negli spray orali per l’alitosi, o sottoforma di olio essenziale di menta piperita da usare per fare risciacqui dopo aver lavato i denti;
  • il cardo mariano, indicato in caso di alitosi da cattiva digestione, che aiuta ad eliminare l’eccesso di gas prodotti a livello gastrico e intestinale;
  • chiodi di garofano, ottimi per la loro azione antibatterica naturale, da masticare cotti o usare come infuso per un collutorio fai-da-te;
  • l’acqua: la disidratazione può causare alitosi persistente; bere tanta acqua, almeno due litri al giorno, è una soluzione utile anche per l’alito pesante.

 

Dentista a Firenze per alitosi

Il dottor Doccisi effettua visite odontoiatriche nel suo studio dentistico a Firenze per trovare la causa associata all’alitosi da problemi dentali. Se non riesci a trovare la causa del tuo alito cattivo, contatta lo studio per prenotare un appuntamento.

Spazzolino ultrasonico: come funziona e quale comprare

Spazzolino ultrasonico: come funziona e quale comprare

Sul mercato si trovano tanti tipi di spazzolini da denti: il classico spazzolino da denti manuale, lo spazzolino elettrico a rotazione e lo spazzolino ultrasonico. Quest’ultimo è meno conosciuto ma è assolutamente da scoprire, perché col minimo sforzo riesce a pulire i denti in maniera impeccabile.

Ma andiamo in ordine e iniziamo a capire cos’è lo spazzolino da denti ad ultrasuoni, quali vantaggi comporta e quale spazzolino acquistare.

 

Che cos’è uno spazzolino ultrasonico?

Lo spazzolino da denti a ultrasuoni, è uno spazzolino elettrico che, grazie a delle micro vibrazioni emesse con l’azione fluidodinamica, riesce a far muovere le setole della testina sui i nostri denti in maniera delicata.

La tecnologia sonica riesce a rimuovere in pochissimi minuti tutti i residui di tartaro e di placca batterica, diretti responsabili di alitosi, di carie, gengivite e malattia parodontale.

Portanto così un notevole giovamente delle gengive. In questo modo puoi eseguire una corretta igiene orale a casa e prevenire la maggior parte delle patologie orali.

 

Come si usa uno spazzolino da denti a ultrasuoni?

Lo spazzolino a ultrasuoni lo puoi utilizzare come un normale spazzolino elettrico. Infatti sarà sufficiente eseguire questi semplici passaggi per ottenere un’igiene orale perfetta:

  • Posare con delicatezza le setole della testina sulla superficie dentale, al resto ci penserà lui con le microvibrazioni.
  • Passare lo spazzolino elettrico su tutti i denti delle due arcate dentali, sia quella superiore che quella inferiore. Lo spazzolamento deve avvenire in maniera lenta e delicata, senza alcuna rotazione o movimento.
  • Ripetere l’operazione di spazzolamento per circa 2-3 minuti – in genere lo spazzolino emetterà dei suoni ogni trenta secondi.

Da notare che lo spazzolino sonico riuscirà, grazie alle microvibrazioni ad arrivare anche nei punti più difficili della cavità orale col minimo sforzo, cosa impossibile da fare con uno spazzolino manuale.

 

Qual è il miglior spazzolino ultrasonico ad aprile 2021?

Sul web ci sono tanti tipi diversi di spazzolini ultrasonici. Molte volte gli spazzolini sonici vengono scambiati con quelli elettrici classici, ma sono diversi nel loro funzionamento. La differenza tra i due spazzolini è semplicemente il modo con cui avviene il movimento della testina: in uno ruota, nell’altro fa piccoli movimenti.

Uno spazzolino elettrico classico si contraddistingue dalla testina con forma circolare e dal movimento rotatorio.

Lo spazzolino a ultrasuoni invece ha la forma allungata di un classico spazzolino manuale e si differenzia per il suo movimento dovuto alle microparticelle di ossigeno che fanno vibrare le setole della testina.

Attualmente mi sento di consigliarti la linea di spazzolini ultrasonici di Philips Sonicare, dove il modello DiamondClean 9000 rappresenta il vero spazzolino sonico con oltre 60000 movimenti al minuto.

 

Philips Sonicare DiamondClean 9000 – ideale per l’igiene quotidiana

Per l’igiene orale di tutti i giorni è lo spazzolino perfetto. Ha 4 diverse modalità di pulizia e 3 velocità. Inoltre più ha un sensore in caso uno esageri a premere sull’arcata dentale e con l’App per smartphone puoi controllare i tuoi progressi.

DiamondClean 9000, è un mix di design e comodità, infatti lo spazzolino viene venduto completo di astuccio da viaggio e un caricatore a forma di bicchiere, utilizzabile anche per il risciaquo dopo lo spazzolamento.

 

Panasonic Irrigatore Orale ad ultrasuoni – per chi soffre di gengivite e parodontite

Non è proprio uno spazzolino, ma è un irrigatore per la pulizia orale ad ultrasuoni. Con le sue 5 modalità di getto d’acqua, questo spazzolino è ottimo per chi soffre di parodontite, in quanto permette di pulire le tasche parodonatali, da placca e batteri.

Non solo, questo irrigatore è utilissimo anche per l’igiene orale di tutti i giorni, eliminando tracce di cibo tra i denti e i residui di placca batterica.

In più, impostando il livello alto di getto d’acqua, è possibile massaggiare le gengive o utilizzarlo anche al posto del filo interdentale.

L’irrigatore Panasonic EW1511 si presenta con la testa appuntita, un vero e proprio irrigatore d’acqua come dal dentista.

Alla base vi è un serbatorio che può contenere fino a circa 200ml d’acqua. Ricaricarlo sarà molto semplice e molto veloce, in 1 ora è pronto per essere utilizzato.

Con questo irrigatore ad ultrasuoni è tutto più semplice e puoi pulire i punti più profondi e difficili del tuo cavo orale semplicemente, senza compromettere lo smalto dentale o far sanguinare le gengive.

 

 

Perché comprare uno spazzolino a ultrasuoni?

E’ risaputo che gli spazzolini elettrici hanno cambiato il nostro modo di spazzolare i denti ed è appurato che utilizzare quotidianamente uno spazzolino elettrico permette di avere denti puliti e sani, evitando gli errori comuni che commettiamo utilizzando spazzolini manuali.

Lo spazzolino sonico è oggi una tecnologia ancora più avanzata che permette delicatamente di eseguire una pulizia dentale perfetta e di eliminare tutti i batteri e residui di placca, tartaro e cibo al 100%.