Il problema dei canini inclusi – Cos’è e come si può risolvere

Quello dei canini inclusi, in particolar modo nell’arcata superiore, è un problema piuttosto frequente. Le cause possono essere le più svariate, da un fattore di tipo ereditario, a dei problemi di spazio o di ostacoli incontrati dal dente lungo il tragitto eruttivo.

A volte il problema è talmente sottovalutato al punto che ragazzi ormai adulti si rendono conto solo per caso, durante una visita occasionale dal dentista, di avere ancora dei canini da latte al posto di quelli permanenti. Eppure si tratta di una questione da non prendere troppo alla leggera perché se non diagnosticata e risolta può portare a problemi più o meno gravi di malocclusione, piorrea e altro.

Quando una situazione di questo genere viene intercettata presto, nel bambino in crescita, è possibile intervenire per ridurre l’entità del problema. Quando invece l’inclusione si è già verificata bisogna agire in maniera differente e più complessa, ma comunque è necessario fare qualcosa.

Innanzitutto sta ai genitori non sottovalutare l’importanza delle visite di controllo periodiche dal dentista, che sicuramente sono decisive per individuare il problema. La permanenza oltre tempo di un dente da latte deve comunque far suonare un campanellino d’allarme nella testa dei genitori. Perché infatti un dente da latte dovrebbe tardare a cadere? Magari perché il dente permanente sotto manca, oppure perché, mancando lo spazio, non riesce a spuntare. Spesso infatti il problema dell’inclusione dei canini è legato a un problema di palato stretto, o di morso inverso o incrociato. In questi casi i canini non hanno lo spazio materiale per spuntare e nascono quindi storti o inclusi.

Ma vediamo come si genera l’inclusione dei canini. Sui fattori ereditari si può incidere poco, ma possiamo comunque evitare abitudini sbagliate come l’utilizzo prolungato di ciucci, biberon o del dito in bocca, che fanno in modo che il palato non si sviluppi in maniera adeguata. Diagnosticare queste malformazioni in maniera precoce, dicevamo, dà inoltre la possibilità di trattare il problema già in tenera età con il massimo successo, senza impianti invasivi o operazioni chirurgiche.

Se comunque si verifica una malocclusione che non è stata prevenuta bisogna ricorrere ai trattamenti ortodontici, anche in questo caso, meglio il più precoci possibili in modo da essere che possano agire più efficacemente nel modificare la struttura ossea.

Non esiste comunque un trattamento generale applicabile a tutti i casi. Sarà il dentista a esaminare la situazione e prendere in considerazione tutte le opzioni per evitare le complicazioni collegate al dente incluso. C’è addirittura anche la possibilità che il dentista ritenga di non dover agire affatto, specialmente in assenza di sintomi e se il dente non è visibile, quindi non rovina l’estetica del sorriso. In alcuni casi può essere invece consigliabile l’estrazione con autotrapianto del dente, che quindi verrà riportato nella sua giusta posizione.

In ogni caso è necessaria un’analisi completa della situazione dell’intera bocca, così da poter prendere la decisione più adeguata a ogni particolare caso.

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