Ciuccio sì o ciuccio no? Come incide l’utilizzo del ciuccio nello sviluppo dei denti e del palato

Il ciuccio è senza dubbio un oggetto quasi “salvifico” per molti genitori e bambini. Urla, strilla e pianti solitamente finisco appena inserito questo “magico strumento” nella bocca del bambino, che così si rilassa e magari si addormenta anche.

Del resto l’atto di ciucciare per un neonato, e per un bambino poi, è del tutto naturale, ricorda l’allattamento e infonde sicurezza e tranquillità.

Come poter dunque pensare di fare a meno di questo preziosissimo oggetto? Perché se in un primo momento gli effetti del ciuccio non sembrano altro che positivi, a lungo andare potrebbero diventare spiacevoli, creando problemi al palato e alla crescita dei denti. Ciucci e biberon infatti sono da ritenersi il principale fattore di rischio per lo sviluppo di denti storti nei bambini, specie se usati oltre l’anno di età. Se utilizzati oltre questa età infatti possono portare a malocclusioni con conseguenti anomalie di sviluppo della mascella e dei denti.

Il palato del bambino è infatti formato da ossa che sono in formazione e che quindi non sono ancora saldate. Attraverso l’utilizzo del ciuccio, magari per diverse ore nell’arco di una giornata, si inserisce all’interno della bocca un supporto solido sul quale si plasma lo sviluppo del palato.

Il ciuccio agisce principalmente su tre livelli:

– Sull’ampiezza del palato, perché si interpone tra la lingua e l’arcata superiore, impedendo in questo modo alla lingua di poggiare sul palato. Così si ostacola il naturale sviluppo del palato tanto che l’osso superiore può diventare più stretto rispetto a quello inferiore.

– Sull’allungamento dell’arcata superiore, così che i denti superiori diventano sporgenti rispetto a quelli inferiori.

– Sul piano verticale, si può verificare una situazione di “morso aperto” ovvero quando bocca è chiusa e i denti posteriori sono a contatto, i denti davanti rimangono distanziati tra di loro.

Si tratta di problematiche che possono o meno essere risolte a seconda di quanto tempo il bambino usa il ciuccio e fino a quale età. Possiamo dire che per i bambini che lo utilizzano fino a 12-18 mesi è probabile che il morso poi si normalizzi da solo, con la crescita, mentre per i bambini che arrivano con il ciuccio intorno ai tre anni il problema può risultare più complesso, tanto da richiedere terapie specialistiche.

In sintesi, abituare il bambino al ciuccio non è particolarmente dannoso, può anzi essere molto d’aiuto per la mamma e la famiglia in generale, l’importante è non abusarne per non renderne poi difficile l’inevitabile (e necessario) abbandono, possibilmente entro i due anni d’età, in modo da non provocare danni irreversibili alle arcate dentarie. Rivolgetevi poi al vostro dentista di fiducia per qualsiasi dubbio in merito, sicuramente saprà consigliarvi al meglio.

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